Quanto ci ha cambiato il lockdown?
E quanto siamo diversi tra la prima chiusura e la seconda?
È possibile anticipare l’evoluzione delle abitudini in attesa di una annunciata terza fase?
Strano ma vero, ci aiutano a capirlo i google insight.
Ovvero ciò che il motore di ricerca ci dice di noi e di cui neanche noi abbiamo la percezione.

Nella prima fase abbiamo assunto abitudini comportamentali volte alla conoscenza,
le persone volevano acquisire le ultime notizie in tema sanitario, prese dalla paura e dall’ignoto, dall’incertezza di quali sarebbero stati gli effetti del covid-19 e del lockdown stesso. Ad esempio veniva digitato “𝘵𝘦𝘮𝘱𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘯𝘰𝘳𝘮𝘢𝘭𝘦” o “𝘯𝘰𝘵𝘪𝘻𝘪𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘯𝘻𝘢”. Oggi abbiamo più dimestichezza con queste informazioni.
Cosa abbiamo imparato quindi?
Che nei periodi di cambiamento repentino, i consumatori vogliono aggiornamenti in tempo reale. Per cui, se hai un’attività ed anche un canale social che fino a ieri rappresentava solo una vetrina, oggi ti consigliamo di aggiornarlo con gli orari, servizi, modalità e tutto quanto può essere d’aiuto a chi ci incrocia sul web.
Durante il lockdown 2.0 siamo tornati a trascorrere più tempo a casa, a limitare i contatti sociali e spesso anche ad essere più morbidi nel rispetto di questa disposizione proprio perché ci sentiamo un po’ più sicuri (manifestando viceversa incoscienza) e siamo già pronti con un angolo in casa per lo smartworking che è diventato un’abitudine inimmaginabile qualche mese fa.
Proprio per questo si fanno spazio tra i google trend le ricerche riferite al comfort. Le ricerche più gettonate sono state “idee per la camera da letto” e “smart TV“. Sono aumentate le adozioni di animali domestici e le persone si cimentano in nuovi hobby, come dimostra l’aumento delle ricerche di ambito creativo.
Durante la parziale ripresa, tra agosto e ottobre, le ricerche si sono incentrate su categorie come viaggi, vita notturna e scuola, così come “voli internazionali“, “qui vicino” e “rientro a scuola“. Con un ritorno al tema del commercio locale e del sostegno alle piccole attività.

Cosa abbiamo imparato?
Che il tuo brand deve stare al passo, essere flessibile e cambiare insieme al consumatore, adattandosi a lui e ai tempi.
In conclusione queste esperienze ci offrono spunti per soddisfare le nuove aspettative dei consumatori, vediamo brevemente come.
Adattarsi alla preferenza dell’e-commerce, modernizzare la presenza digitale, migliorando il percorso di acquisto online.
Comunicare con i clienti, aiutandoli a fare i regali, offrire servizi di personalizzazione poiché abbandoniamo il vecchio pacchetto incartato sul banco.
Risvegliare interessi. L’esplosione di nuovi hobby e passioni rappresenta l’opportunità per offrire nuovi prodotti e servizi in linea con queste tendenze. Ad esempio, sport in casa, corsi online per il più classico fai da te.
Ci aspetta un natale senza dubbio diverso, più connesso ma più distante. In una società molto cambiata che acquisisce abitudini di consumo e di vita segnate irreversibilmente dal covid-19.
Come ci cambierà l’eventuale terzo lockdown?
Ce lo dirà ancora Google?

Quanto ci ha cambiato il lockdown? Ce lo dice Google

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